La tesi proposta da Marta Zerbini è uno studio di rilievo e progettazione architettonica sul Convento di San Damiano in Assisi. Il lavoro presentato come tesi del Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, si sviluppa a partire da una necessaria fase di analisi storico-territoriale su tutta l’area dell’assisano che, unitamente al rilievo diretto del manufatto, ha posto le premesse per la ricostruzione del sito originario ai tempi di Chiara. Il primo obiettivo da raggiungere era infatti proprio quello di capire come la chiesa si presentava agli occhi di chi la viveva nella prima meta del XII secolo, un’operazione non facile, né immediata, viste le numerose ed importanti trasformazioni diacroniche che hanno interessato il complesso nel corso del tempo. Sono stati messi in luce una serie di livelli architettonici ben distinti che, dal primo insediamento di epoca romana, attraverso lo sviluppo benedettino, un rifacimento successivo all’epoca di Chiara ed altre evidenti trasformazioni cinquecentesche, arrivano fino ai giorni nostri.

La lettura geometrico-costruttiva ha evidenziato una struttura modulare del complesso architettonico che ha aperto la strada alle più specifiche considerazioni di tipo compositivo e distributivo necessarie da un lato per ipotizzare l’assetto originario del Chiostro di Santa Chiara, dall’altro per sviluppare il progetto di ri-costruzione contemporanea in una visione compiuta e riconoscibile di riqualificazione ontologica, funzionale, simbolica, liturgica, storica ed architettonica. Il piano antico di Santa Chiara, individuato nella sua dimensione non solo materiale, ma anche ontologica, si pone come base della progettazione per essere rivissuto dai pellegrini di oggi. In tale ottica lo spazio che la tesi struttura attraverso il progetto diventa un momento nodale della vita monastica dell’odierno convento, poiché re-inventa antiche relazioni coordinando il nuovo xenodochio a servizio del pellegrino con una ricostruzione/ricomposizione della chiesa, che supera i termini del ripristino dopo le ferite lasciate dal recente terremoto. La stessa griglia storico-modulare emersa dalle prime analisi geometriche, sottende tutti gli elementi architettonici attraverso i quali si articola il progetto all’interno di una continuità, senza confusioni, tra nuovo ed antico. Nasce così la “sequenza narrativa” che lega gli spazi della tradizione in un discorso “anticamente moderno e modernamente antico”: il chiostro, il campanile, la galleria claustrale, lo xenodochio diventano tutte “occasioni” architettoniche di una efficace sperimentazione che sonda la possibilità di modificare il sistema delle relazioni consolidate tra elementi senza per questo pregiudicare la riconoscibilità simbolico-spaziale del sistema stesso.

prof. arch. Cecilia Maria Roberta Luschi

 

La scelta del luogo: Storia e fasi costruttive di San Damiano

La chiesa di San Damiano che vediamo oggi è stata oggetto di numerose modifiche, ricostruzioni ed ampliamenti, individuabili in 5 fasi costruttive: un’epoca romana, una benedettina, il periodo del recupero di San Damiano in ambito benedettino in cui visse santa Chiara, il periodo francescano ed infine quello che va dal ‘500 sino ai giorni nostri. Il piccolo convento di San Damiano nel secondo decennio del 1200 manteneva ancora il suo impianto originario; la chiesa doveva presentare una navata molto più corta, ad un livello più basso, datata non post 1030 (prima documentazione scritta a noi pervenuta). Possiamo invece attribuire al primo periodo “romano” un impianto architettonico, trovato a 4 m sotto terra, direttamente scavato nella roccia. Questo si presenta come un’aula monoabsidata ad triclinium con delle sedute lungo le due pareti laterali, probabilmente distribuita ad uso cultuale, luogo di raccolta e preghiera e probabilmente rappresenta il primo impianto architettonico del sito. Per ricostruire l’assetto architettonico originale è necessario rifarsi agli stilemi monastici della regola benedettina. L’oratorio doveva essere accompagnato da tutti i luoghi necessari al corretto adempimento della vita monastica e, come ci suggerisce il Cristofani , dovevano essere presenti un dormitorio, un refettorio ed un coro.  I locali dei monaci, sviluppati a sud della chiesa, dovevano racchiudersi attorno ad un clastrum, parte fondamentale della vita di un monaco. Il chiostro, fonte di meditazione, era il cosmo inaccessibile all’uomo, luogo di pace ed attorno al quale si concentrava “l’ora et labora” necessari per entrare nella Gerusalemme celeste. Tali luoghi dovevano posizionarsi tutti a sud della chiesa, che sola al nord difende la famiglia monastica dalle tenebre.

Rilievo ed analisi costruttiva modulare: geometrie sul costruito

Il rilievo si è concentrato sulle parti più antiche della struttura, analizzando le sezioni murarie e le effettive misure in pianta e in alzato. Si sono così individuati i muri antichi e quelli più recenti, le fondazioni con le relative misure originarie e l’aula romana ipogea.In base agli spessori murari che permettono di discriminare il “vecchio” dal il “nuovo”, al piede romano che annette e costruisce l’antico impianto, ai sistemi distributivo-costruttivi che i monasteri benedettini seguono; ne scaturisce un’ipotesi del probabile assetto del chiostro coevo a Santa Chiara, restituendolo in sede di progetto, e basandolo sullo stesso schema costruttivo romano che gestisce l’antico livello morfologico ed ontologico della chiesa originaria; ovvero quello su cui camminava Santa Chiara.  Leggendo la struttura secondo il canone romano riconducibile alla misura di 0.297 m, sviluppato nei suoi multipli, si nota come la struttura sia legata dal piede romano in una costruzione dove il pieno (muro) ed il vuoto (non-muro) collaborano nel solito modulo. Si ritrova così lo schema costruttivo del primo impianto del monastero, con misure 5.94 x 5.94 m, includendo la chiesa con le sue dimensioni originarie, pari a due moduli e mezzo di lunghezza per uno di larghezza.



Il progetto: ricostruzione originaria e trama progettuale

Il progetto si fonda sul modulo informandone tutta la pianta. Nel dettaglio è stata prolungata la diagonale in direzione sud-ovest dove si ritiene ubicato l’ipotetico chiostro antico.La scelta è stata confortata dal ritrovamento di reperti murari che sembrerebbero confermare l’ipotesi avanzata. In tale ottica sarà lo stesso disegno geometrico a diventare trama concettuale e progettuale del lavoro, fedele all’impianto antico ed al significato che ne deriva. Su questo schema compositivo trama tra costruito e progetto, si basa la composizione architettonica del “nuovo-antico” chiostro di Santa Chiara e degli spazi annessi quali il campanile, la galleria claustrale, lo xenodochio e la chiesa feriale. Progettazione che si vincola al territorio già vissuto ed alla sua regola liturgico simbolica.Nel disegno di questo spazio, ogni luogo appartiene ad un proprio piano ed enuncia la propria funzione ponendosi a quota diversa dagli altri, obbedendo ai vari livelli ontologici dei luoghi monastici. La nuova chiesa, di giacitura anomala perché nord sud, viene legata all’aula chiesastica di San Damiano dalla diagonale che salda i due altari in modo gerarchico. Il chiostro è fulcro di un percorso di vita che conduce l’uomo direttamente all’interno dell’antica chiesa, mantenendo in entrambe un accesso separato tra frati e fedeli. È un cammino che si deve intraprendere consapevolmente, che supera la volontà di oltrepassare il buio del portone e la gravità del primo gradino per trovarsi il fonte battesimale atestimonianza di un inizio intenzionale dell’uomo in una strada che lo guida fin dentro la chiesa, senza mai oscurare quella che è la vista del roseto nel chiostro e dell’orizzonte del paesaggio che si apre verso sud.

Marta Zerbini

Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura

Università degli Studi di Firenze

Relatore prof. arch. Cecilia Maria Roberta Luschi

Correlatore prof. arch. Andrea Ricci

 

Bibliografia

  1. chiesa di san Damiano – A. Cristofani 1876
  2. Guida ai santuari francescani di Assisi – F. Ermini 1895
  3. Storia di san Damiano in Assisi – L. Bracaloni 1926
  4. San Damiano-Assisi: la chiesa prima di san Francesco – M. Bigaroni 1983
  5. Indagini archeologiche nella chiesa di san Damiano in Assisi –  L. Ermini Pani, M. Fichera, M. Mancinelli 2005
  6. Architetti di chiese – C. Valenziano 2005
  7.  La mistagogia del monastero fra sintassi teologica e composizione architettonica –  C. Luschi 2015
  8. Sacrosantum Concilium – Concilio Vaticano II