Il  Palazzo Ducale di Gubbio viene costruito per volere di Federico da Montefeltro fra il 1470 e il 1480 su un preesistente complesso di edifici medievali. La progettazione è affidata al senese Francesco di Giorgio Martini, che articola la costruzione in due corpi di fabbrica, uniti da un cortile trapezoidale che si inserisce nell’area già occupata dalla Platea Communis, la piazza medievale che separava il primo Palazzo Comunale eugubino dalla cattedrale.

Si tratta di uno spazio costretto, in cui Francesco di Giorgio deve tener conto delle strutture preesistenti e della natura stessa del luogo, che gli impediscono di realizzare un porticato su tutti i lati, tanto che verso il monte deve ricorrere all’originalissima soluzione degli archetti pensili su mensole. Una serie di correzioni ottiche e l’impiego di un modulo unico – rappresentato dalla formella in terracotta con le iniziali Fe Dux, di 33.5 cm. di lato pari al piede urbinate – consentono la percezione di uno spazio ordinato e proporzionato. Ogni elemento del cortile è un multiplo o sottomultiplo di quest’unità di misura così che l’apparente disarmonia (nessun lato è uguale all’altro) si risolve in un’armonica visione. L’asimmetria è resa evidente dai due ingressi non speculari: a ovest vi è quello in direzione di Urbino e Cagli, a est quello verso la cattedrale e la città di Gubbio, sulla quale Federico afferma il suo controllo anche attraverso la posizione dominante della sua residenza.

Con il passaggio del Palazzo in mano ai Medici, grazie al matrimonio nel 1634 di Vittoria, ultima discendente dei Montefeltro della Rovere, con il granduca Ferdinando, molti degli arredi e delle opere d’arte conservati al suo interno migrano a Firenze, tra cui i dipinti, attribuiti a Pedro Berruguete, già parte del bellissimo studiolo intarsiato dai da Maiano su disegno di Francesco di Giorgio. Il complesso ligneo nel 1874 viene venduto dalla famiglia Balducci, divenuta nel frattempo proprietaria della dimora ducale, al principe Lancellotti e nel 1939 giunge al Metropolitan Museum di New York.

Il Palazzo, divenuto proprietà dello Stato nel 1902, è stato oggetto di un lungo restauro filologico ed è oggi adibito a museo. Oltre ad una replica dello studiolo ducale, conserva alcuni arredi lignei originali, mostre di camini e di porte scolpite con motivi decorativi ed emblemi federiciani.

Nelle sale è esposta un’interessante raccolta di opere pittoriche che illustrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra XIII e XVIII secolo. Completa la visita una sezione dedicata alle opere vincitrici della Biennale d’Arte Contemporanea di Gubbio; vi figurano lavori di Leoncillo, Pomodoro, Castellani, Sol LeWitt.

Dal novembre 2017, grazie ad una mirata acquisizione del MiBACT, il Palazzo si è arricchito di otto pregevoli tavolette del pittore senese Taddeo di Bartolo, raffiguranti San Pietro martire, Ambrogio Sansedoni, due santi vescovi, San Luca, San Matteo, Santo Stefano e San Tommaso d’Aquino, che verranno prossimamente esposte al pubblico.

Originariamente appartenevano ad una complessa macchina d’altare già in San Domenico a Gubbio, rimossa attorno al 1765. Lo scomparto principale – oggi nel Fogg Art Museum di Cambridge (MA) – è ancora segnalato in chiesa nel 1835 da Ettore Romagnoli, che scrive “una tavola col fondo d’oro, dipintovi la Vergine col S. Bambino in collo, e intorno una corona di piccoli angioli assai graziosi. Da piedi ha questa iscrizione: TA /DE /US / SEN / ISP / INX / IT.H / OC. / OPUS /1418”.

I quattro pannelli con Santi, già segnalati nel 1908 nella collezione Dan Fellows Plat a Englewood (New Jersej), sono poi confluiti nelle raccolte di Samuel Kress e oggi divisi tra il Memphis Brooks Museum, dove si trovano il San Giovanni Battista e del San Giacomo Maggiore, e il New Orleans Museum of Art, dove sono esposti il Santo Vescovo e la Santa Caterina d’Alessandria.

L’importante acquisizione risarcisce Gubbio, seppur in parte infinitesimale, di quanto nel tempo le è stato sottratto per arricchire musei e collezioni private italiane e straniere; un triste destino che la città ha condiviso con Palazzo Ducale, spogliato della quasi totalità suoi arredi, tra cui il celeberrimo Studiolo, oggi al Metropolitan Museum di New York.

Paola Mercurelli Salari, Direttore Palazzo Ducale di Gubbio





Come raggiungere il museo

 


Palazzo Ducale di Gubbio,

Via della Cattedrale 1, 06024 Gubbio (PG)

Sito web: http://polomusealeumbria.beniculturali.it/?page_id=3679  Pagina FB: Palazzo Ducale-Gubbio



Altre informazioni 

Giorni e orario apertura: Novembre-Aprile: Martedì-Domenica 8.30-19.30; Maggio-Ottobre: Martedì-Domenica 8.30-19.30; Lunedì 13.00-19.00 (chiusura biglietteria mezz’ora prima)

Telefono: +39 075 9275872
Email: pm-umb.plazzoducalegubbio@beniculturali.it
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