L’angolo retto, oppure la linea retta, dura, inflessibile inventata dall’uomo, non mi attraggono. Mi attrae la curva libera, sensuale. La curva che vedo nei monti del mio paese, nei meandri dei fiumi, nelle onde del mare, nel corpo femminile che amo. Sono le curve a fare l’universo, l’universo curvo di Einstein”.

La cattedrale di Brasilia dedicata a Nostra Signora, collocata nella spianata dei ministeri, venne realizzata dall’architetto Oscar Niemeyer tra il 1958 e il 1970, anno della sua consacrazione. Niemeyer, che credeva nell’importanza dell’arte per l’architettura, nel progetto della cattedrale progettò la replica di elementi scultorei allo scopo di creare ordinamenti spaziali dinamici.

Sedici pilastri in cemento armato raggiungono un’altezza di 40 metri dal suolo, per un peso di 90 tonnellate ciascuno ed attraverso la loro sezione iperbolica asimmetrica rappresentano due mani in movimento verso il cielo che acclamano la gloria di Dio Padre Onnipotente. La struttura principale è data da una base circolare più regolare con un diametro di 70 metri, che accoglie la navata ed il presbiterio , irradiata da un’intensa luce naturale che penetra dalla copertura vetrata. I vetri trasparenti si alternano a quelli colorati sui toni del blu per creare un gioco di figure sinuose che accompagnano la vista dei fedeli verso l’alto.

L’ingresso posto ad una quota inferiore rispetto alla piazza nella quale si colloca, è segnato da quattro statue bronzee alte tre metri che rappresentano i quattro evangelisti, realizzate dalla stretta collaborazione tra Dante Croce e Alfredo Ceschiatti.

Il battistero, assieme alla cripta dove è conservata una fedele copia della Sacra Sindone, sono una perfetta fusione tra cristianità e modernità.

testo a cura di Monica Dell’Orletta



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Pubblicato il 13 gennaio 2017 su www.thema.es