Collocata sulla pianura pampeana, ad est della provincia di Cordoba, la cappella San Bernardo (patrono del luogo) si erige in un piccolo boschetto originariamente occupato da una vecchia casa di campagna con il suo cortile, entrambi smantellati per riutilizzare i loro materiali, fondamentalmente i suoi mattoni centenari.

Nel luogo non ci sono  impianti elletrici, provisione d’acqua corrente ne  qualsiasi altro tipo di servizi, perciò la natura imporre le sue condizioni.

Al confine tra il boschetto e la campagna aperta, il volume della cappella si rivolge verso il tramonto catturando la luce naturale nello spazio interno. Fuori di essa, una trave verticale e un’altra orizzontale sono disposte separate e la loro ombra si proietta verso l’interno.

Il risultato è che tutto l’anno l’ombra delle travi scivola verso l’interno curvo della cappella, culminando il loro percorso sovrapposte l’una con l’altra.




Oggi sappiamo che Gesù Cristo portava solo la trave orizzontale sulla schiena nel suo cammino al Golgota. Concettualmente la crocifissione si svolge con l’incontro di entrambe le travi per formare la croce.

Quotidianamente le ombre delle travi procedono separatamente lungo il percorso necessario, come la “via Crucis”, per finire nell’incontro e formare la croce.

Non solo simbolica ma una croce rituale, dove la passione, coinvolgendo una dimensione cosmica legata al sole, accade ogni giorno.

Nicolás Campodonico, Arquitecto


 



DATI GENERALI

Opera: Cappella San Bernardo

Autore: Arq. Nicolás Campodonico

Collaboratori: Arch. Martin Lavayén, Arch. Soledad Cugno, Arch. Virginia Theilig, Arch. Gabriel Stivala, Arch. Tomás Balparda, Arch. Pablo Taberna, Arch. Gastón Kibysz.

Consulenza Liturgica: Don Ambrogio Malacarne, Architetto Roberto Paoli, Architetto Gustavo Carabajal

Consulenza strutturale: Ing. Carlos Geremía.

Costruzione: Arq. Jerónimo Silva

Ubicazione: Zona Rurale, La Playosa, Córdoba, Argentina

Superficie: 10.000 m2

Superficie coperta: 92 m2

Anno del progetto: 2010

Anno di costruzione: 2012/2015

Fotografie: Nicolás Campodonico