Il Museo Nazionale di Ravenna ha sede nell’ex complesso monastico benedettino di San Vitale.

L’origine delle raccolte del Museo Nazionale risale all’erudita attività dei monaci camaldolesi di Classe i quali, soprattutto durante il secolo XVIII, collezionarono numerosi oggetti d’interesse artistico, antiquario e naturalistico presso il loro monastero urbano. Con la prima soppressione degli ordini religiosi (1797), in seguito alla quale le proprietà delle grandi abbazie ravennati passarono al Comune, presso il monastero di Classe in Città nel 1804 fu istituito il Museo Classense Municipale.

Sul finire degli anni ’70 dell’Ottocento, grazie alla volontà dello scultore Enrico Pazzi e ai voti dei più illustri cittadini ravennati, si diede avvio alla costituzione di un museo civico, da intitolarsi, secondo le intenzioni dei fondatori, “Museo Civico Bizantino”. Nel 1885, quando ancora il museo era in corso di allestimento, grazie ad una convenzione tra Comune e Ministero, il museo divenne Nazionale, passando sotto la tutela dello Stato, al quale gli oggetti vennero affidati in consegna perpetua. Il museo organizzato da Pazzi, ubicato al piano terreno del monastero di Classe in Città, raccolse il nucleo delle raccolte dei monaci camaldolesi, cui si erano aggiunti materiali provenienti dal sottosuolo ravennate e altri oggetti donati o acquistati sul mercato antiquariale.

Dopo circa una ventina di anni dall’apertura ufficiale al pubblico, avvenuta nel 1889, il museo, nel frattempo entrato a far parte della gestione della Soprintendenza ai Monumenti, nata nel 1897 per volontà di Corrado Ricci, cambiò sede per approdare nei più ampi spazi dei chiostri dell’ex monastero benedettino di San Vitale, una delle più importanti abbazie cittadine. Fra il 1913-14 fu trasferito il lapidario che trovò sede nei chiostri. Nel 1921 inoltre, all’inaugurazione ufficiale, furono aperte al pubblico alcune delle sale superiori che furono completate e ampliate negli anni successivi.

Tra i reperti di maggiore importanza conservati nella prestigiosa istituzione si annoverano alcune sculture antiche a rilievo e a tutto tondo, fra le quali spicca il celebre bassorilievo di Augusto, arredi in marmo orientale, sarcofagi decorati e altri manufatti di V e VI secolo. I più noti sono quelli provenienti dai monumenti paleocristiani e bizantini Patrimonio dell’Umanità Unesco, tra cui le transenne e la croce da San Vitale e la sinopia preparatoria al mosaico di Sant’Apollinare in Classe.

Le arti applicate, dai tessuti agli avori, rappresentano una gran parte delle collezioni del museo. La collezione degli avori è la più famosa, con prestigiosi manufatti eburnei che vanno dall’arte bizantina al XIX secolo. Notevole è, inoltre, la raccolta di icone, databili tra il tardo Trecento e il Settecento. Altre importanti collezioni sono quelle di bronzetti, di ceramiche e di armi e armature.

Il museo conserva infine, un importante ciclo di affreschi del Trecento, capolavoro di Pietro da Rimini, staccato dall’antica chiesa di Santa Chiara in Ravenna.

Emanuela Fiori, Elisa Emaldi, Paola Novara





Come raggiungere il museo

01 ingresso museo nazionale

 

Museo nazionale di Ravenna

via San Vitale, 17

 

 

Facebook: Museo Nazionale di Ravenna e siti Unesco

 



Ulteriori informazioni

Telefono: +39 0544 543724

E-mail: pm-ero.musnaz-ra@beniculturali.it

Aperto dal martedì alla domenica, orario: 8:30 – 19:00

Instagram all’indirizzo: @museoravenna

 

 

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