Il MuDAS, Museo Diocesano di Arte Sacra, ha sede presso il Palazzo Vescovile di Arezzo in Piazza Duomo. Fatto erigere da Guglielmino degli Ubertini, che vi si trasferì nel 1256, in questo palazzo soggiornò e morì Papa Gregorio X, di ritorno dal secondo Concilio di Lione. Il Palazzo fu poi rimodernato e aggiornato nel corso dei secoli; in particolare si deve la radicale conformazione a dimora signorile al Vescovo Pietro Usimbardi, alla fine del Cinquecento.

La collezione museale inizia a comporsi nel 1950 nel corpus di opere esposte nella celebre Mostra di Arte Sacra della Diocesi dal secolo XI al secolo XVIII presso il Palazzo comunale di Arezzo. Ideatori e promotori di quest’impresa furono Roberto Longhi e Mario Salmi, insigni storici dell’arte. Fu quella l’occasione per cui il vescovo Emanuele Mignone pervenne alla decisione di istituire un museo con opere della Cattedrale, del Capitolo e dell’Episcopio e altre provenienti da chiese ormai chiuse al culto, o non ben sorvegliate. Il museo, si realizzò dal 1963 quando si inaugurò il Museo diocesano di Arezzo, presso gli ambienti sopra la sacrestia del Duomo. La sede attuale è stata realizzata nel 2011, con il trasferimento di buona parte della collezione presso le sale del piano terra del Palazzo Vescovile. Nel 2016 è stato ampliato il percorso espositivo con l’apertura del piano nobile del Palazzo vescovile con le sale affrescate da Teofilo Torri e la prestigiosa Quadreria.

 

Il percorso espositivo: Piano Terra, Mudas Museum

Il piano terra espone le opere, che sono parte della collezione originaria del Museo Diocesano, illustrando la storia della chiesa e della città. La prima sala ospita le testimonianze del Duomo Vecchio, che si trovava sul colle del Pionta, tra le quali tre maestosi e rari crocefissi lignei, tra i più antichi della Toscana. La seconda sala raccoglie opere dedicate alla figurazione mariana e troviamo in particolare tre rappresentazioni dell’Annunciazione di Andrea di Nerio, Spinello Aretino e una in terracotta attribuita a Bernardo Rossellino. La terza sala è dedicata a Bartolomeo della Gatta, monaco camaldolese che operò nella seconda metà del XV secolo. La quarta sala espone opere di Giorgio Vasari e della sua scuola, insieme a dipinti poco più tardi. L’ultima sala espone una significativa raccolta di opere delle cosiddette ‘arti minori’, particolarmente interessante per la sua storia e fattura è la Pace di Siena, un’opera di manifattura francese di grande raffinatezza e rarità in oro, smalti, pietre preziose e perle. Databile agli inizi del Quattrocento, la Pace fu donata da Papa Pio II Piccolomini alla cattedrale di Siena, che a sua volta la donò alla cattedrale aretina nel 1799 durante i moti anti francesi del Viva Maria.

 

Piano nobile, Palazzo Vescovile

Su questo piano, entrando, troviamo il Vestibolo, dove sono rappresentati i luoghi più importanti per la religiosità della diocesi di Arezzo. E’ l’accesso alla Sala della Giustizia, la sala di rappresentanza dedicata agli incontri formali di amministrazione sia di giustizia, sia di affari territoriali della Diocesi. Nella decorazione, affidata a Teofilo Torri, sono raffigurate le Allegorie dei Cinque sensi e i Vizi capitali, rappresentati attraverso scene dell’Antico Testamento. Segue la Sala antistante la Cappella palatina, decorata con scene tratte da Storie dell’Antico Testamento con confronti diretti ad altrettante tratte dalle Storie del Nuovo Testamento. Tra le stanze decorate per volontà del vescovo Usimbardi è la Sala della Stufa, dove sono affrescati i ritratti di Ferdinando I de’ Medici e Cristina di Lorena. La presenza di questi ritratti e dello Stemma della famiglia Medici intende sottolineare i forti rapporti tra il vescovo Usimbardi e il Granduca di Firenze. Alla Sala della Stufa seguono le Sale Rossa, Verde e Gialla – caratterizzate dal colore della tappezzeria che, come da consuetudine, indicava nei palazzi signorili il grado di autorità dell’ospite che il vescovo riceveva – dove è esposta una prestigiosa Quadreria, la collezione di dipinti raccolte dai vescovi che si sono succeduti nella nostra Diocesi dal XVII al XIX secolo. Di particolare interesse è l’appartamento papale che ha ospitato, tra gli altri, Giovanni Paolo II e l’emerito Benedetto XVI, dove la decorazione del soffitto è opera del pittore neoclassico Pietro Benvenuti.

Valeria Nencini (Storica dell’arte) e Mauro Polvani (Archeologo)



Le immagini sono per gentile concessione del MuDAS, Museo Diocesano di Arte sacra e Palazzo Vescovile di Arezzo



Come raggiungere il museo

 

1_ingresso

 

MuDAS – Museo diocesano di arte sacra e palazzo vescovile

Piazza del Duomo, 1 Arezzo

MuDAS – Museo diocesano di arte sacra    Pagina Facebook: Mudas Museo Diocesano Arezzo



Ulteriori informazioni

Orario di apertura:

dal 1° novembre al 31 marzo dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 16.30);

dal 1° aprile al 31 ottobre dalle 10 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 18)

 

Contatti

Telefono: 0575.40.27.268

Email: mudas@diocesi.arezzo.it

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