Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI, in Cappella Sistina nel “Discorso agli artisti” del 7 maggio 1964, dichiarava: “E da ultimo aggiungeremo che non basta né la catechesi, né il laboratorio. Occorre l’indispensabile caratteristica del momento religioso, e cioè la sincerità. Non si tratta più solo d’arte, ma di spiritualità. Bisogna entrare nella cella interiore di se stessi e dare al momento religioso, artisticamente vissuto, ciò che qui si esprime: una personalità, una voce cavata proprio dal profondo dell’animo, una forma che si distingue da ogni travestimento di palcoscenico, di rappresentazione puramente esteriore; è l’Io che si trova nella sua sintesi più piena e più faticosa, se volete, ma anche la più gioiosa. Bisogna che qui la religione sia veramente spirituale; e allora avverrà per voi quello che la festa di oggi, la Ascensione, Ci fa pensare.

Riflettere nel magistero di Paolo VI significa ribadire la libertà dell’artista di realizzare nel proprio ricercare la Verità della Bellezza. Leonardo Caboni, Mauro Falzoni, Piero Casentini,Roberto Scardella, Cesare Mirabella, Gilberto Stefani, Armanda Negri, Vincenzo Sanfilippo sono artisti di diversificate esperienze e di formazione artistica rilevabili anche in quanto contrapposte realtà culturali, accumunati da incontri espositivi che, in questi anni tra il 2014 e il 2017, hanno confermato nella pluralità del loro ricercare una possibile omogenea sintesi di comuni ascolti e aspettative – nella ribadita specificità poetico artistica della loro propria singola individualità – convergenti nella esperienza editoriale del volume di Mariano Apa: “Un libro delle immagini” con la casa editrice di Perugia, Morlacchi Editore, dove si tenta una documentazione sulle problematiche storico estetiche di una religiosità che si impone nella propria identità religiosa, nella caratura dei carismi che dai benedettini, domenicani, francescani giungono alle declinazioni di S. Romualdo e del Beato Paolo Giustiniani e, dunque, ad una devotio moderna dove l’arte – nel contesto storico della secolarizzazione e della solitudine pubblica – si interroga se davvero può “bastare a se stessa”.

La mostra giunge ad informare su ricerche artistiche della nostra contemporaneità che non si sono dimenticate di una interrogazione sul sacro e sulle modalità di un umanesimo di cui sempre sentiamo la necessità di essere ribadito: tra etico impegno e personale coinvolgimento tra Carità e Bellezza.

Lo storico e critico d’arte Mariano Apa introduce alle opere di questi otto artisti interpretando le loro opere all’interno del contesto storico e artistico dell’Italia degli anni Ottanta del XX secolo e dei primi quindici anni del nuovo secolo XXI: con riferimenti storico documentari di grande suggestione con l’ausilio altresì del citato volume della Morlacchi Editore: “Un libro delle immagini”.

Nella mostra sul Vaticano II realizzata tra il 2014 e il 2015 in Pro Civitate Christiana si sono viste anche le opere di Leonardo Caboni, Piero Casentini, Armanda Negri: di coloro che, si ricorda, sono presenti anche nel Lezionario in uso nella Chiesa in Italia. Di Leonardo Caboni si ha un trittico sul tema della Misericordia, nella sala di rappresentanza della Pontificia Accademia della Vita, in via della Conciliazione in Vaticano; Piero Casentini ha realizzato il pregevole progetto di decorazione a Gerusalemme, nel Refettorio di S. Salvatore collaborando con Padre Pizzaballa: Casentini è residente in Assisi e ha sue opere permanenti, da decenni, nel Convento di S. Maria degli Angeli e con la Presentazione del mai dimenticato Mons. Carlo Chenis, ed ebbe modo anni fa di realizzare una importante antologica in San Damiano; a mons. Carlo Chenis ha fatto riferimento anche Roberto Scardella, a cui si deve la pregevole Madonna delle Scuole Pie a Frascati, sulla chiesa edificata da Giuseppe Nicolosi a cui, come si sa, si deve la risistemazione della piazza avanti la Basilica di S. Francesco qui ad Assisi. Mauro Falzoni di Firenze ha realizzato un bellissimo S. Martino per la chiesa a S. Martino a Strada vicino Grassina e un bellissimo retablo su S. Francesco per la Badia a Fiesole.

Un importante ciclo liturgico è realizzato da Armanda Negri nella Cappella Feriale della Chiesa di Roma in periferia, Santa Maria di Ospitalità; Vincenzo Sanfilippo ha scolpito la grande Porta della Redenzione per la Chiesa di S. Giovanni il Battista a Ciampino, con la consulenza dei Vescovi Dante Bernini e Carlo Chenis. A Cesare Mirabella si debbono bellissimi pastelli che rivisitano le vetrate medioevali della Basilica di S. Francesco ad Assisi e entrano in relazione con le vetrate di Fratel Eric a Taizé; Gilberto Stefani ha reinterpretato i luoghi della morte e della resurrezione nei Cimiteri storici delle piccole città vicino Roma e a Pienza, altresì, ed in particolare nel tramite dello spazio sacro della Cattedrale dell’Assunta, ha costruito con spazialità dall’astrazione “non-figurativa” delle impronte con pastelli nella pratica del procedimento fotografico; Roberto Scardella a Frascati per le Suore Missionarie dell’Incoronazione ha realizzato interventi di decoro liturgico e quindi ha scolpito il grande monumento di santità alla personalità di “Zeffirino Namuncurà” per Villa Sora, Istituto fondato da Don Bosco: la cui opera da Scardella dedicata a Zeffirino rappresenta, tra Buenos Aires e Roma, il preambolo di un cammino di Testimonianza Cristiana che ci conduce al magistero di Francesco, Papa Bergoglio.



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R A C C O N T A R E I L S A C R O

nell’arte di LEONARDO CABONI, MAURO FALZONI, PIERO CASENTINI, ROBERTO SCARDELLA, CESARE MIRABELLA, GILBERTO STEFANI, ARMANDA NEGRI, VINCENZO SANFILIPPO

INAUGURAZIONE martedi 31 ottobre 2017

ore 16.30 Galleria d’Arte Contemporanea della Pro Civitate

Christiana, Assisi in via Ancajani, 3.

Feriali, 10.30 – 12.30 ; 16.30-18.30.  Festivi con prenotazioni: tel. 075. 813231.

dal 31 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018

Nell’ambito della Inaugurazione il curatore Mariano Apa presenta la Mostra e quindi viene presentato anche il volume “Un libro delle immagini” della Morlacchi Editore di Perugia.