La mostra di Arte Sacra nel sottotetto della Cattedrale di S. Evasio di Casale Monferrato concretizza un palese interesse manifestato da molti artisti contemporanei. Essi, forse condizionati da una misteriosa forza accatastata in secoli di arte, producono spesso opere che si richiamano a tematiche riconducibili al sacro. Alcuni lavori lo sono in modo palese, altri invece sfruttano l’analogia, il carattere evocativo che un determinato segno lascia nella memoria di ciascuno di noi, e per questo si può affermare che il lato religioso dell’arte contemporanea è stato trattato in maniera approfondita da molti artisti che hanno prodotto opere dal suggestivo senso religioso.

È ovvio che per chi è abituato a identificare i contenuti della religione con la semplificazione iconografica creata ad hoc per il compiacimento delle masse prive di cultura, le prove artistiche più complesse basate sull’analogia evocativa, sul recupero di materiali “poveri”, sull’esasperazione espressiva e materica, suscitano sempre perplessità. Su questo punto si dividono sovente le opinioni, in quanto, persino gli entusiasti a volte non riescono a celare la propria incomprensione.

Per ovviare a questo problema, il percorso proposto nei sottotetti della Cattedrale è stato pensato coinvolgendo autori capaci di trarre dalla materia qualcosa in grado di evocare una problematica filosofica, oppure teologica, o icononologica dell’estetica contemporanea. Il fatto di collocare le sculture in uno spazio architettonico di altrettanto fascino dà un ulteriore valore ai lavori degli artisti coinvolti. A proposito del “contenitore”,  le trasformazioni susseguitesi nei secoli, a causa del cambiamento del gusto stilistico, avevano cancellato alla vista intere porzioni dello spazio romanico riemerse con gli ultimi restauri ultimati nel 2013. Queste porzioni, ampi frammenti di scultura, modanature e elementi costruttivi in genere, emergono seguendo parte del “Percorso Archeologico dei Sottotetti” sede della mostra. Pertanto, oltre a confrontarsi con le opere esposte, il pubblico può osservare da vicino frammenti che affiorano come delle righe di antica scrittura in un incunabolo. Il dialogo tra il passato e il presente dimostra effettivamente la mutazione del linguaggio con il quale gli artisti comunicano, ma dimostra altresì come sia possibile che la sintassi di base, tesa alla valorizzazione del Sacro, non abbia mai perduto quella sua capacità di trasformare lo spazio in tempo e il tempo in assoluto.

Carlo Pesce – Raffaella Rolfo



Le immagini sono per gentile concessione dell’Ufficio Beni Culturali e per Edilizia di Culto della Diocesi di Casale Monferrato.



Ulteriori informazioni:

Apertura al pubblico: dall’8 aprile 2017 al 14 maggio 2017

Orari di apertura: venerdi 15:00 – 18:00, sabato 9,00 – 12,00 / 15,00 – 18,00, domenica 15,00 – 18,00