Il monastero cirstercense di Santa Maria di Armenteira è ubicato sul pendio occidentale del monte Castrove, sperone montagnoso che separa la valle del Salnes dal fiume Pontevedra. La sua origine risale all’Alto medioevo, probabilmente in epoca preromanica.

Risponde perfettamente all’archetipo cistercense: valle incontaminata e poco accessibile , circondato da montagna , con corsi d’acqua e privo di nuclei abitativi.La chiesa , situata a nord del complesso, è l’unica parte che si conserva del monastero originale. È stato iniziato nel 1167 e ultimato verso la fine del secolo XII o inizi del XIII.

Il resto del monastero mantiene la organizzazione originale di stanze intorno al chiostro centrale, ma è opera realizzata in maggior parte durante i secoli XVI e XVIII. Il processo di alienazione ultimato nel secolo XIX portò il monastero alla rovina finchè nel 1963 si costituì l’ Associazione degli amici del Monastero di Armenteira. Le opere effettuate dalla associazione permisero la conservazione dei pochi resti di valore del monastero, specialmente il chiostro e le cucine, ma anche la scomparsa di altre zone come l’antica ala dei novizi che si estendeva a sud del complesso. Nel 1989, un gruppo di suore cirstercense originarie di Alloz , Navarra, occuparono le dipendenze del monastero, costituendosi in congregazione indipendente.

Per il loro sostentamento economico, le monache cistercense hanno cominciato la produzione artigianale di saponi, creme e profumi ecologici con proprio brevetto , attività che necessitava di un nuovo laboratorio dove svolgere le necessarie lavorazioni per la elaborazione dei prodotti cosmetici citati, nonché i lavori complementari di ricevimento delle materi prime , immagazzinamento e successiva spedizione.

Il nuovo edificio è ubicato a sud del complesso monasteriale e il suo facile accesso, la privacy e il favorevole orientamento nonchè la topografia della zona fanno si che la totalità delle funzioni possono essere sistemate al di sotto del livello esistente. L’ intervento ha voluto recuperare l’impronta storica dell’antica ala dei novizi , la cui traccia, messa in evidenza dagli scavi archeologici, emerge nuovamente tramite alcuni potenti mura di granito che determinano il perimetro della nuova costruzione.

La struttura industriale, leggera e modulare del laboratorio acquista la sua propria dimensione tra queste mura, cercando la massima flessibilità di uso e il giardino superiore e gli elementi di transizione in unione con le antiche dipendenze monastiche acquistano una rilevanza fondamentale. Tutte le realizzazioni planimetriche sono state realizzate in considerazione di una possibile futura e totale reversibilità.


Traduzione a cura di Gianfranco Troiano