Il 20 maggio 2017 si è inaugurata presso il Museo Nazionale di Ravenna una nuova sala denominata “Sala delle Devozioni” in cui si è raccolto un nucleo di oggetti devozionali legati ai rituali e alla pratica ortodossa, caratterizzati da un prezioso lavoro a micro intaglio.

Si tratta di opere pressoché inedite, infatti il sono riferimento noto a tali materiali risale ad un articolo di Giuseppe Gerola dei primi anni del Novecento, giunti al Museo Nazionale attraverso l’acquisizione della Collezione antiquaria accumulata dai monaci di Classe nel corso del XVIII secolo.

Prodotti da manifatture monastiche riferibili al monte Athos e ai laboratori che mantennero viva la tradizione religiosa anche dopo la caduta dell’impero bizantino, le croci figurate, i panagiari, gli encolpi, i tabernacoletti, le placchette e le icone lignee ed eburnee, sono strumenti della devozione colta, espressioni di un sentimento di identità culturale oltre che cultuale, prodotti in un arco cronologico di più tre secoli, in un territorio geografico limitato e di antica fede ortodossa.

Sono presenti panagiari a una sola valva o bivalvi, caratterizzati da temi iconografici tipici come la Vergine Orante col Bambino, il Cristo crocifisso e i principali santi ortodossi. I panagiari a una sola valva erano impiegati negli ambienti monastici ortodossi in occasione delle festività solenni per un particolare rito, da svolgersi al termine del pasto di mezzogiorno, attraverso il quale si spezzava e si benediceva il pane in onore della Vergine, quelli bivalvi erano composti da due dischi, di legno o di avorio, in genere montati su un supporto di metallo prezioso con cerniera per essere appesi a una catena e indossati dagli alti prelati ortodossi (vescovi o archimandriti) come simbolo della loro dignità.

Non mancano le piccole icone con la raffigurazione delle “dodici feste”, una iconografia molto comune per gli oggetti devozionali tardo-bizantini, che prevedeva la suddivisione della placchetta in dodici piccoli scomparti ognuno dei quali contenente un riferimento sintetico a una delle principali feste della Chiesa ortodossa.

Fra i materiali in legno spiccano le croci figurate a microscultura e i medaglioni lavorati a giorno afferenti alla produzione monastica, genericamente attribuita al Monte Athos e ai secoli XVII e XVIII. Al centro delle croci sono intagliate con perizia calligrafica le scene del Battesimo e della Crocifissione, attorniate da piccoli scomparti contenenti rappresentazioni dai temi sacri e figure care alla devozione bizantina.

Questi oggetti liturgici e rituali, spesso inseriti entro preziose cornici di argento e incastonature, probabilmente assunsero anche la funzione di donativo diplomatico ai grandi complessi monastici ed ecclesiastici e furono ampiamente ricercati anche dai collezionisti “occidentali” che, più che il valore sacro, ne apprezzavano le precisissime decorazioni. Conseguentemente encolpi e croci lignee sono oggi presenti, oltre che nei tesori di chiese e monasteri ortodossi, nei musei di arti applicate, con nuclei cospicui nell’Est europeo e assai più rari in Italia.

Emanuela Fiori, Elisa Emaldi, Paola Novara

Per approfondimenti sul Museo Nazionale di Ravenna  www.thema.es/museo-nazionale-ravenna/