L’architetto Carlo Vanvitelli, succeduto al padre Luigi nell’incarico di responsabile delle Fabbriche del Real Palazzo di Caserta, progettò – lungo l’attuale ala settecentesca del Palazzo – due cappelle private. Entrambe ideate come luoghi di intimo raccoglimento, in cui è ancora possibile leggere il senso della profonda religiosità che ispirava la vita dei sovrani borbonici.

La “Cappella di Sua Maestà il Re Nostro Signore”, come viene definita nel più antico inventario del 1799 (conservato presso l’Archivio Storico della Reggia, in seguito ARC) è attigua alla Sala dell’Estate “Stanza ove da udienza S. M. il Re Nostro Signore”. L’arredo era composto da un cembalo, uno stipo per gli arredi sacri, un inginocchiatoio di legno, un sedile e due sedie con braccia di legno con intagli dorati ad oro fino. Per le due Cappelle private, nel 1781 il pittore Carlo Brunelli (Firenze,? – Caserta 1806) presentava una supplica (ARC, Misure e lavori, 3216, f. 14, gennaio 1781), nella quale dichiarava di aver dipinto: «li quadri per le due cappelle private del Real di Caserta» insieme ad altri dipinti per i quali aveva ricevuto il solo acconto di 205 ducati. La decorazione delle due cappelle fu quindi portata avanti sul finire del XVIII secolo. L’arredo della cappella di Sua Maestà, individuata negli inventari ottocenteschi con la dominazione “Oratorio privato di Sua Maestà il Re”, poi  “Oratorio di Ferdinando II”, subisce nel corso dell’Ottocento molti cambiamenti fino all’assetto attuale, che riprende le scelte espositive attuate nel riordino degli Appartamenti Storici realizzato nel periodo post bellico.

L’ “Oratorio di Ferdinando II” ha una struttura ad aula unica a pianta rettangolare, divisa in due campate coperte da volte a padiglione; le pareti sono scandite da architetture dipinte a tempera poggianti su di una zoccolatura in finto marmo, che corre lungo tutto il perimetro della Cappella. Racemi vegetali ornano le specchiettature delle pareti e delle volte, al centro delle quali si aprono medaglioni quadri lobati con immagini di angeli in preghiera o nell’atto di reggere simboli sacri. Sull’altare, costituito da pregevoli marmi policromi, la colomba dello Spirito Santo è posta a coronamento dell’edicola dipinta che fa da sfondo all’opera pittorica raffigurante l’Assunzione di Maria Vergine. L’arredo è composto da un inginocchiatoio di legno palissandro, con motivo di colonnine tortili e sopra all’altare quattro vasi in legno con fiori di stoffa, un crocefisso di bronzo dorato e due serie di candelieri di cui una di legno dorato e l’altra di alpacca con piede dorato e colonna tornita. Alle pareti tre Carte Gloria inserite in cornice di legno tinto oro.

 A cura di Antonella Diana, Area Promozione Culturale e Servizi Educativi della Reggia di Caserta



referenze fotografiche a cura di Antonio Gentile, Laboratorio fotografico della Reggia