L’origine della cappella si deve all’iniziativa di un costruttore privato che da tempo desiderava donare una cappella come segno di gratitudine. Per questo suo desiderio si è rivolto agli amici architetti Kunze Seeholzer che hanno curato con piacere questo incarico.

Il desiderio si è concretizzato nel mezzo di un parco idilliaco. In questo contesto, le rigorose regole dell’ufficio locale per il controllo delle costruzioni, che sono alla base dell’edificio sacro, non consentivano di superare dieci metri quadrati di superficie edificabile. Tenendo conto dei requisiti normativi e dello scopo della costruzione, gli architetti hanno cercato una risposta equilibrata tra il luogo e la cappella tradizionale. Il risultato di progetto, dopo un approfondito studio delle proporzioni realizzato con ausilio di svariati modelli, ha dato origine ad un’interpretazione contemporanea dell’immagine classica della chiesa con campanile. La progettazione degli architetti includeva, oltre che l’involucro dell’edificio, anche il design e la fornitura completa di mobili, panche, altare, croce e candelabri. Un’unica opera d’arte coerente e in sé originale. Malgrado la superficie minima del corpo di fabbrica, orientato in direzione est-ovest, l’edificio sembra più grande di quanto lo sia nella realtà. Inoltre, la cappella sembra quasi nascondere i dettagli pedagogici- costruttivi. Una simbolica  torre campanaria copre il portale di ingresso in legno e affonda verticalmente nelle facciate laterali. L’acqua piovana che scorre simbolizza lo scorrere della vita.

I visitatori entrano nello spazio sacro passando attraverso un alto portale d’ingresso che contiene la piccola campana della cappella: l’immagine classica della chiesa con il suo campanile non è rinnegata, ma piuttosto reinterpretata con uno spirito moderno. I materiali che danno forma al progetto sono il cemento e il legno. L’acqua piovana che fluisce visibilmente all’interno delle grondaie di legno montate sulle pareti esterne ci ricorda il passaggio delle stagioni della vita. La grande porta di legno, che nella sua semplicità rappresenta la facciata della cappella, segna il passaggio tra esterno e interno. La luce dà forma allo spazio sacro: nessuna finestra interrompe la continuità delle pareti che avvolgono i visitatori; la luce si riversa all’alto senza interruzione. Lo sguardo viene subito focalizzato sulla croce, poi lentamente si alza verso il cielo. Grazie alla luce, che filtra lungo tutto il perimetro interno, le superfici si dissolvono e il soffitto appare come sospeso.





Il passaggio tra interno ed esterno, tra cielo e terra, è fluido. La luce che filtra all’interno, sempre diversa a seconda dell’ora del giorno e della stagione, è l’unico vero ornamento. I materiali vengono utilizzati nella loro forma più pura per far emergere le loro caratteristiche originali. La cappella è essenzialmente forgiata dal gioco di luce e ombra, dal passaggio tra l’ampia radura esterna e le ridotte dimensioni dello spazio sacro, dal contrasto tra il volume austero in calcestruzzo e la natura rigogliosa che lo circonda. La cappella, priva di tubazioni per acqua, riscaldamento e linee elettriche, trasmette una semplicità piacevole e naturale, secondo lo stile trasmesso da San Benedetto da Norcia. Anche i progettisti  e gli artigiani sono stati coerenti, rinunciando ad una parte del corrispettivo per la progettazione e la realizzazione.

Con questo intervento si rinnova consapevolmente un’antica tradizione che in passato ha portato alla costruzione di innumerevoli piccole cappelle in Alta Baviera.

Kunze Seeholzer architects

Informazioni generali

Architettura, interior design:  Kunze Seeholzer architetti

Assistente: Marta Binaghi

Cliente Privato: Franz Stettner, Kolbermoor

Fotografo:  Jann Averwerser