La chiesa romanico-bizantina di San Firmano di Montelupone è collocata alla base dei diciassette gradini che salgono all’antico presbiterio che sovrasta l’abside, cuore dell’abbazia che fu costruita 1200 anni fa, e che vide nel 986 padre Firmano da Acquacanina, suo primo abate.

Con la benedizione del nuovo altare sono state riposizionate le reliquie del santo patrono all’interno dell’altare stesso.

Il progetto, è stato fortemente voluto dalla Parrocchia e dal comitato “L’Abbadia”di San Firmano con l’aiuto di artigiani locali e imprese, che hanno donato tutte le strutture metalliche su misura, i nuovi corpi illuminanti e la pavimentazione in cuoio.

Si è potuto realizzare il progetto dell’ architetto Andrea Stortoni che ha ideato i nuovi arredi dalle linee sobrie capaci di integrarsi e interagire con l’architettura storica della chiesa e con il suo imponente presbiterio rialzato.

Il nuovo ambito presbiterale viene concepito come il prolungamento del primo gradino del presbiterio storico, che dilatandosi in direzione dei fedeli diviene spazio dove trovano una ponderata collocazione i nuovi arredi, (l’altare, l’ambone e la presidenza) tutti realizzati in metallo e legno massello.

L’altare composto da tavole plurisecolari di ulivo è aperto al centro.

La luce che dal pavimento attraversa la fessura tra le due assi vuole rappresentare la preghiera che dalla terra sale al cielo per mezzo della liturgia eucaristica.

L’altare dalle linee tese quasi bidimensionale se osservato dall’ingresso della chiesa diviene cubico e volumetrico per mezzo dei paramenti, realizzati con i colori dei tempi liturgici, con i quali viene “vestito” in occasione delle celebrazioni.

La tovaglia a base quadrata, oltre che trasformare la mensa/tavolo in un ara/altare con la sua forma, rappresenta Cristo e in quel momento la fessura dell’altare diviene simbolicamente il sepolcro aperto.

Per sottolineare la centralità della mensa, luogo attorno al quale i fedeli si ritrovano con il padre, la base dell’altare è stata impreziosita con un pavimento in lastre di cuoio lavate e lavorate artigianalmente.

La Sede è stata ruotata rispetto alla configurazione passata e posizionata a lato del presbiterio orientata verso il suo centro.

Questa disposizione durante le celebrazioni affollate permette all’assemblea di prendere posto anche alle spalle dell’altare trasformando lo scalone in una sorta di platea per concretizzare quanto auspicato dal Concilio Vaticano II in merito agli spazi per le funzioni religiose.

Infine l’ambone, pulpito da cui viene proclamata la parola è poggiato in equilibrio su di un ulteriore aggetto del presbiterio verso i fedeli parte integrante e fondamentale della celebrazione.

A sottolineare questo slancio il “leggio” è posizionato completamente a sbalzo al di fuori del presbiterio, come fosse una mano tesa pronta per essere afferrata.

Con il nuovo presbiterio e i nuovi arredi sacri si concretizza la nuova vita per lo spazio liturgico della piccola abbazia di San Firmano.

I nuovi arredi, pensati per trovare armonia con l’architettura millenaria della chiesa benedettina, siano per i fedeli il giusto mezzo per celebrare le odierne liturgie eucaristiche.

Andrea Stortoni





Luogo: Italia–Montelupone – diocesi di Macerata;

committente: don Grigorij Linnik -comitato “L’Abbadia”di San Firmano

Progettista: Andrea Stortoni Architetto

Progetto anno: 2016

Imprese:Cosmo 3; Suolificio Del Papa

Illuminazione: I Guzzini