In occasione del G7 svoltosi a Bologna l’11 e il 12 giugno 2017, mons. Matteo Zuppi, vescovo del capoluogo emiliano e l’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana hanno presentato una guida per parrocchie e comunità cristiane a diventare più ecologiche e a mettere in pratica la Laudato Si’ di papa Francesco sulla tutela del creato.

Il compito primario delle comunità cristiane – come si legge nell’introduzione – è certamente quello di educare ognuno,appartenente o meno ad esse, ad approcci più sensati e che tengano conto che abbiamo la responsabilità di non deteriorare le condizioni di vita altrui e di trasmetterle ai posteri almeno non peggiori di quanto le abbiamo trovate. Non abbiamo alcun diritto di spogliare la terra a loro svantaggio; quindi, dove non è possibile rinunciare a fonti energetiche, dobbiamo cercare quelle meno inquinanti possibile e che siano rinnovabili. È un dovere etico.

La guida ha un carattere internazionale perchè il cambiamento climatico è un fenomeno globale, che trascende i confini delle nostre comunità e dei nostri paesi. Ma molto si gioca a livello locale, a partire dai nostri comportamenti, dagli stili di vita che adottiamo, singolarmente, nelle famiglie e nelle comunità, nei nostri quartieri e città. Per questo è importante ritrovarsi uniti e impegnati assieme, oltre i confini, dal livello locale a quello globale, forgiando quella fratellanza universale per la giustizia climatica che ci ha indicato Papa Francesco nella Laudato Si’.

Il testo è il risultato del lavoro di traduzione e adattamento da parte di FOCSIV della Eco – Parish Guide prodotta dal Global Catholic Climate Movement (GCCM), e nella versione originale, fornisce suggerimenti pratici per applicare la Laudato Si’ di Papa Francesco, con particolare riferimento a iniziative di carattere internazionale, americane, asiatiche, europee. A queste vi si aggiungono esperienze di diocesi e parrocchie italiane cercando quindi di avvicinare di più la Guida al contesto nazionale e locale.

Per i cattolici l’azione in campo climatico inizia con l’ascoltare e il rispondere all’invito di Dio a proteggere il Creato e ad aiutare i propri fratelli e sorelle. Il primo passo è perciò quello di identificare, all’interno della parrocchia, coloro che sono interessati e che vogliono dare una mano, tenendo in considerazione che spesso le persone che possono e vogliono aiutare siedono sui banchi in attesa che qual- cuno chieda loro la disponibilità ad impegnarsi. L’iniziativa della parrocchia solitamente spetta al parroco stesso ma potrebbe anche giungere da altri religiosi all’interno della parrocchia così come da laici. Da qualsiasi parte l’iniziativa provenga, è importante coinvolgere le persone, in particolare chi è in qualche maniera coinvolto nella gestione delle attività parrocchiali.

La guida, scritta per parroci, fedeli, uffici pastorali, gruppi di lavoro per la Cura del Creato propone di costituire in parrocchia un gruppo di lavoro per la Cura del Creato che abbia buoni rapporti accesso alle bollette e alle spese energetiche della parrocchia, conoscenza delle strutture della parrocchia, in particolare gli impianti di riscaldamento, raffreddamento e altri impianti elettrici, conoscenze sull’energia e sul cambiamento climatico, coinvolgimento nella formazione educativa religioso, un profondo senso di amore per il Creato di Dio al fine di mettere a punto azioni di risparmio energetico (dalle luci in parrocchia, all’uso delle automobili, al miglior isolamento degli edifici) e innovazioni basate sulle energie rinnovabili per ridurre le emissioni della comunità.

Le comunità ecclesiali quindi – come scrive Tomas Insua, Direttore The Global Catholic Climate Movement –  rivestono un ruolo fondamentale nel ridurre le emissioni di gas ad effetto serra poiché la Chiesa gestisce più di 220.000 parrocchie in tutto il mondo; esse hanno a loro volta sempre più chiese, canoniche, uffici, altri edifici parrocchiali e veicoli che contribuiscono direttamente al cambiamento climatico sfruttando i carburanti fossili tradizionali. È possibile risparmiare fino al 10% di energia in una parrocchia, semplicemente attraverso uno sforzo costante e consapevole di risparmio energetico. Se poi si utilizzano le energie rinnovabili si può risparmiare fino al 30%, e anche di più.

Nella guida si troveranno diverse buone pratiche da tutto il mondo. Perché – conclude – siamo tutti noi che dobbiamo agire, assieme, per una casa comune che non ha confini.



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