Glauco Gresleri (Bologna 1930-2016), laureato in Architettura a Firenze (1956), è stato indubbiamente un architetto moderno, lavorando-ricercando-insegnando all’interno di una tradizione che ha visto come primi protagonisti certamente Le Corbusier e Alvar Aalto, pur se fatti schierare su fronti opposti da una storiografia miope e molto settaria, e continuatori come Kenzo Tange.

Con questi maestri Gresleri attiva un feeling, attraverso contatti relativi a alcune occasioni significative e rare per il nostro paese:

  1. La proposta del cardinal Lercaro a Le Corbusier per la costruzione di una chiesa a Bologna, purtroppo non realizzata anche per la sua prematura scomparsa nelle acque del Mediterraneo;
  2. Il progetto realizzato da Alvar Aalto della chiesa di Riola, ancora nell’hinterland della città felsinea;
  3. Il Fiera District progettato e realizzato da Kenzo Tange.

Occasioni di grandi architetture a scala urbana che Gresleri gestisce non in maniera professional-individualistica, ma mettendo al centro il destino della sua città, con l’unica volontà di “farla ancora più bella”.

Città per la quale l’architetto progetta alcuni piccoli capolavori come il progetto pluripubblicato e premiato per le Officine OM a San Lazzaro di Savena (1963) e soprattutto le chiese, dal progetto di esordio per la Beata Vergine Immacolata in via Piero della Francesca (1956-62) alla Chiesa e Campanile di S. Michele Arcangelo a Le Mogne di Camugnano (1958-1963).

Il suo impegno progettuale gli è valso una discreta fama e alcuni significativi riconoscimenti: ha ricevuto la Medaglia d’Oro della Biennale di Salisburgo per l’Architettura Sacra (1962), il Premio “InArch” dell’Istituto Nazionale di Architettura (1966; 1990), il “Twentieth Century Engineering” del Museo d’Arte Moderna di New York (1966). È stato membro dell’Accademia Nazionale di San Luca dal 1983.

Progetti ma anche elaborazione teorica, con la conduzione della rivista di architettura sacra “Chiesa e Quartiere” (1955-1968) e ancora prima, da neo-laureato, dell’Ufficio nuove chiese, insieme a Giorgio Trebbi e successivamente il fratello Giuliano, inteso come centro di sperimentazione e progetto di architettura sacra.

Sempre con Trebbi aveva anche fondato la rivista “Parametro”, nel 1970. Prima aveva scritto sulla rivista “Inarcos” (1967) e successivamente su “Frames” (1984).

L’elaborazione teorica non può che trovare riscontro nell’esperienza didattica e Gresleri ne ha fatto esperienza a Pescara dove ha insegnato nella allora giovane Facoltà di Architettura “Teoria e Tecnica della Progettazione Architettonica”.

Il suo rapporto con gli studenti e più in generale con le giovani generazioni lo vedeva giovane tra i giovani, capace di guardare al futuro e alle trasformazioni urbane (necessarie) con provocatoria ironia:

«Se continuiamo in questo modo, facendo un giro per il centro storico della Bologna attuale, vedremo la Bologna del 2150. Perché non cambia più niente».

 



 

Le foto pubblicate sono per gentile concessione dell’arch. Giorgio Della Longa