Lunedì 27 novembre alle ore 17,45 presso la Chiesa dei Bolognesi in via del Mascherone, 61 a Roma si terrà la presentazione del libro “La Chiesa dei Bolognesi a Roma. Santi Giovanni Evangelista e Petronio” a cura di Francesco Buranelli e Fabrizio Capanni.

L’ Arciconfraternita dei Bolognesi a Roma fu costituita nell’Anno Santo 1575 e confermata il 1 aprile 1576 da papa Gregorio XIII, il bolognese Ugo Boncompagni. Essa si trasferì nella sede di Via del Mascherone, nel Rione Regola, nel 1580, dove intraprese l’edificazione della chiesa attuale su progetto di Ottaviano Nonni detto il Mascarino, bolognese come quasi tutti gli artisti che lavorarono alla sua decorazione, come Domenico Zampieri, detto il Domenichino, autore della magnifica pala con La Madonna e il Bambino, angeli musicanti e i santi patroni Giovanni Evangelista e Petronio, requisita dal governo napoleonico nel 1813, oggi nella Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma.

Il volume offre lo stato dell’arte degli studi sulla chiesa, alla luce anche dei restauri intrapresi in occasione del Giubileo del 2000. L’archeologa della soprintendenza Paola di Manzano (Evidenze archeologiche) fa il resoconto degli scavi condotti prima del 2000 che mettono in luce sotto la chiesa strutture di servizio di epoca romana e la fondazione della chiesa medievale preesistente di San Tommaso alla Catena e Maurizio Ricci (La chiesa di Ottaviano Mascarino) studia l’architettura della chiesa alla luce dei disegni originali dell’Accademia di San Luca. Mentre Luigi Ficacci (I pittori bolognesi a Roma tra XVI e XVII secolo) tratteggia una panoramica di grande interesse, gli studi di Olga Melasecchi (La chiesa: profilo artistico), di Rossella Vodret (La pala del Domenichino), di Antonio Buitoni (Nuovi documenti bolognesi sulle pale del Domenichino e di Giovanni Andrea Sirani), di Sergio Guarino (I dipinti della chiesa) e Giulia Iseppi (Testimonianze di un culto bolognese: la “Madonna di San Luca”) si occupano del patrimonio pittorico.

Dal canto loro Jennifer Montagu (Il mito della tomba dell’Algardi) fa il punto su un monumento funerario mai esistito e Marzia Cataldi Gallo (La pianeta detta di Benedetto XIV) studia il residuo di un sontuoso parato donato dal grande papa bolognese. Gli ultimi restauri rispettivamente della chiesa e della casa canonica annessa sono documentati dai saggi dei direttori dei lavori, gli architetti Luciano Garella (I restauri per il Grande Giubileo [1990-2000]) e Giampiero Lilli (I restauri recenti [2016-2017]).

Infine contributi di carattere storico fino all’attualità sono quelli offerti da Francesco Buranelli (Una “piccola Bologna” a Roma), Fabrizio Capanni (La storia dell’Arciconfraternita), Giulia Iseppi (L’archivio storico dell’Arciconfraternita) e Giuliano Malvezzi Campeggi (La Confraternita oggi: attualità e prospettive). La pubblicazione esce in un momento di vitalità dell’istituzione, che sta intraprendendo i necessari restauri delle opere d’arte della chiesa ed ha aperto i locali appena rinnovati della casa canonica all’Associazione di volontariato “I Poveri al Centro”, che ne attualizza l’originaria vocazione caritativa.



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