La seconda giornata formativa, nell’ambito delle iniziative culturali di Devotio, ha visto trattare con due specifici seminari i temi della devozione popolare e dell’arte contemporanea rapportati al tema della liturgia. Nello specifico,  al mattino, l’incontro “Andare, vedere toccare, ascoltare” coordinato dal Centro Studi Architettura e Liturgia – rivista THEMA che ha declinato le “azioni” rispetto al tema generale dei cinque sensi nella devozione e nella pietà popolare.

Don Antonio De Grandis ha introdotto il tema della pietà popolare tra pratica e devozione affrontando le tipologie, i gesti, le forme, i segni, i pii esercizi della devozione popolare alla luce della Evangelii Gaudium di papa Francesco e analizzando in una seconda relazione come le pratiche devozionali abbiano modellato, elaborato, modificato gli spazi cultuali e le architetture di chiese e santuari mettendo in luce i i princìpi che hanno dato forma e materia ad architetture ed arti, esaltando e svelando i significati simbolici e sociali ed i valori estetici e teologico-liturgici.
Il secondo relatore della giornata è stato mons. Mons. Arturo Testi che ha parlato di pellegrinaggio e pietà popolare affrontando il tema attraverso tre interrogativi. Che cosa è il santuario? Quale è il significato genuino del pellegrinaggio e quali sono le categorie che lo attuano? Quale è la vera risposta della pietà popolare alla luce della Evangelii Gaudium?

Il professor Claudio Varagnoli ha trattato invece nelle sue due relazioni i temi della conservazione degli edifici di culto e delle “copie” architettoniche, rimarcando l’importanza della discussione sul ruolo del frammento come caposaldo della storicità dell’opera, nella sua forza simbolica e devozionale. La valutazione della copia inoltre, confinata a lungo, nell’ambito del “falso”, non è stata considerata nel suo valore di diffusione e di sperimentazione di forme e linguaggi, e quindi di significati. L’impossibilità di recarsi nei luoghi santi e comunque la necessità di rendere il pellegrinaggio come pratica rituale ha spinto alla formazione di varie repliche e copie dei santuari nel corso della storia con vaste risonanze simboliche in ambo i casi.

Nel pomeriggio, il seminario dedicato all’arte contemporanea nella liturgia.

Padre Andrea Dall’Asta e don Umberto Bordoni hanno raccontato la la loro esperienza, riportando alcuni esempi significativi realizzati in questi ultimi anni. Quale arte sacra è oggi possibile nelle chiese antiche e contemporanee? Che cosa significa commissionare delle “immagini” a servizio della liturgia? Qual è la posta in gioco?

Tra le criticità emerse nel panorama attuale, una forte frammentazione delle immagini dell’arte contemporanea, la scarsa qualità artistica poiché l’arte liturgica si pone al di fuori dei circuiti culturali e artistici di oggi ed appare come un’arte sganciata dal tempo presente, dai dibattiti attuali,e tratta per lo più di immagini artificiali, estenuate, amatoriali, dilettantesche e l’attenzione rivolta al passato, il continuo fare riferimento a un immaginario pre-moderno, come se l’oggi fosse messo da parte.
Sono stati anche presentati le opere del progetto denominato Percorsi di riavvicinamento tra artisti contemporanei a confronto con il mistero cristiano come via di sperimentazione per un nuovo dialogo tra arte e sacro.

Sotto il coordinamento di Padre Andrea Dall’Asta e Claudia Manenti, il percorso ha visto il coinvolgimento di Ettore Frani e Daniela Novello – artisti di comprovata capacità e linguaggio contemporaneo – a cui DEVOTIO ha commissionato la realizzazione di immagini mariane.  La scelta di proporre l’immagine della Madre di Dio all’attenzione dei giovani artisti è stata fatta sia per commemorare il centenario delle apparizioni a Fatima, sia, soprattutto, per proporre un tema di attuale devozione, del quale in passato si sono occupati innumerevoli artisti cercando di cogliere, talvolta i lineamenti della tenerezza, altre volte quelli della regalità, ma sempre l’espressione dell’intensità del silenzio interiore che emerge come tratto della personalità di Maria di Nazaret dai passaggi evangelici a Lei dedicati.

Emanuele Cavallini