Il Convento Santa Croce in Canal Grande a Venezia, uno dei primi grandi progetti dello studio, si presentava come serie illimitata di stratificazioni/superfetazioni che nel corso degli anni hanno reso illeggibile la conformazione della fabbrica. Il grande lavoro di analisi storica alla base del progetto ha permesso la totale comprensione dello spazio.

L’intervento dunque si è sviluppato in due fasi: la prima di pulitura, restituzione degli strumenti di lettura e conservazione secondo tecniche tradizionali degli elementi costituenti la fabbrica; la seconda di inserimento della funzione richiesta (vicina a quella di stampo alberghiero) e cucitura dell’abito.

Come in altri progetti dello Studio, i singoli elementi che compongono i nuovi spazi sono realizzati su disegno. Porte, infissi, scala, ascensore e arredi costituiscono l’unica via per la ricerca dell’etereo, che lo Studio persegue.

Una naturale prosecuzione dell’antico, tono su tono senza alcuna necessità di prevalere su di esso.


 


 

 










© [A+M]2 Architects (Marcello Galiotto, Alessandra Rampazzo Architects).  Tutti i Diritti Riservati. Le immagini sono per gentile concessione dello studio [A+M]2 Architects.

 

 

[A+M]2 Architects
[A+M]2 Architects (Marcello Galiotto, Alessandra Rampazzo Architects) è una piccola realtà artigiana fondata da Marcello Galiotto ed Alessandra Rampazzo nel 2013, successivamente alla collaborazione con Massimo Carmassi [Carmassi Architecture e Attività didattica IUAV] e Sou Fujimoto Architects [Tokyo, JA]. Un’intensa collaborazione accademica ci ha legato a Sean Godsell [Melbourne, AU] nella quale filosofia crediamo fortemente. Lo studio ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali e internazionali, una sintesi dei quali è riportata in questo dossier. Marcello Galiotto è PhD Architect dal 2015 con una tesi che indaga il rapporto tra Louis.I.Kahn e l’Immagine, sviluppato attraverso il progetto dello stesso Kahn per il Capital Complex di Islamabad del 1963. Alessandra Rampazzo è dottoranda in Storia dell’Architettura indirizzo Restauro, con una tesi sull’Indian Institute of Managment di Ahmedabad di Louis Kahn. L’interdisciplinarità è per noi fondamentale fonte di arricchimento. La filosofia che accompagna la ricerca progettuale di [A+M]2 Architects è definita dalla continua interazione tra immagine, generata dal background stratificato in noi, ossessione che di continuo insegue l’architetto, tradotta nell’ordine di combinare i valori dell’architettura giapponese quali l’uomo, la natura, la luce con la necessità di relazione e rapporto/integrazione/stratificazione con il contesto, con la sua massa/morfologia ed i valori teorico sociali racchiusi in esso. Un processo costituito da elementi semplici, puri e sinceri, caratteristiche di un’ architettura in grado di deteriorarsi con il tempo diventandone parte, pur essendo esperimento della stratificazione che cerca in sè i più profondi valori sociali. Una ricerca che mette il fare, come processo artigiano di definizione dell’architettura. Il disegno (pianta e sezione) ed il modello come metodo conoscitivo. Unici strumenti in grado di definire e controllare lo spazio.