Le origini della città di Noci (Bari) ad oggi risalirebbero al periodo della dominazione normanna della Puglia (XI secolo); un primo documento data il casale di Santa Maria de Nucibus almeno al 1180. Tuttavia una «storietta» trasmessa da alcuni storici locali dei secoli passati attribuisce a Filippo I d’Anjou [1276-1331], principe di Taranto, una accelerazione del processo costitutivo civile e socio-religioso dell’antico borgo con l’ampliamento o il riattamento della chiesa Matrice dedicata alla Beata Vergine Maria che lo avrebbe miracolosamente scampato da un temporale. Tale ‘mitico’ intervento risalirebbe al 1316.

In occasione dell’anno straordinario del settimo centenario di questo ipotizzato interessamento del principe al casale delle Noci, l’Ente Parrocchiale “Santa Maria della Natività”, Chiesa Madre di Noci, in collaborazione con il Comune di Noci, profittando della felice circostanza giubilare cominciata nel maggio del 2016 e che terminerà entro l’estate 2017, riconoscendo il valore storico e artistico dell’iniziativa e il peculiare comun denominatore che identificava anticamente col titolo mariano il casale originario e la sua chiesa, indice un concorso di idee per la progettazione di una porta di bronzo per la Chiesa Madre di Noci (Bari).

Da sempre la Chiesa ha dedicato particolare attenzione alla progettazione e alla realizzazione dei portoni di accesso delle sue chiese principali: simbolo di Cristo stesso, le porte dei templi più importanti della cristianità (si pensi alla celebre porta della basilica di Santa Sabina all’Aventino a Roma, risalente al V secolo dopo Cristo, il più antico esempio di scultura lignea paleocristiana o alle porte sante delle basiliche romane) evocano le parole di Gesù riportate nell’Evangelo di Giovanni. Questi, testimone oculare della vita terrena del Verbo incarnato, così scrive: «[Disse Gesù] In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. […] Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo» [Gv 10, 1-9].

La porta della chiesa Madre di Noci non potrà prescindere da alcuni testi indispensabili per accostarsi al progetto in maniera corretta. La fase di studio e riflessione necessaria agli artisti che si cimenteranno nel concorso, deve evidenziare in maniera particolare l’approccio evocativo piuttosto che meramente descrittivo di alcuni temi. Per quanto detto, l’Ufficio Liturgico Diocesano invita caldamente i concorrenti alla lettura e alla riflessione su:

1) il sopracitato passo del Capitolo 10 del Vangelo di Giovanni;

2) i testi biblici ed eucologici della festa della Natività di Maria (titolare della chiesa, festa liturgica fissata all’8 settembre) e la ricchezza degli spunti contenuti anche nella liturgia delle ore dello stesso giorno festivo;

3) i numeri 6 e 8 della Costituzione Dogmatica sulla Chiesa «Lumen Gentium» del 21 novembre 1964;

4) e ultimo, ma non ultimo, il numero 103 al Capitolo V della Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium che si riporta integralmente: «Nella celebrazione del ciclo annuale dei misteri di Cristo, la santa Chiesa venera con particolare amore la beata Maria, madre di Dio, congiunta indissolubilmente con l’opera della salvezza del Figlio suo: in Maria ammira ed esalta il frutto più eccelso della redenzione, ed in lei contempla con gioia, come in una immagine purissima, ciò che essa desidera e spera di essere nella sua interezza».

La scadenza del bando è prevista per Venerdì, 30 giugno 2017. In caso di invio con vettore, farà fede il timbro postale ed il Premio al primo classificato: sarà di 2.000,00 €.



Bando di concorso

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