LA COLLEZIONE PAOLO VI – ARTE CONTEMPORANEA DI CONCESIO

«Il Papa ridiventa ancora l’amico degli artisti?»

Quando il 7 maggio 1964, dinnanzi agli artisti da lui radunati nella Cappella Sistina, Papa Paolo VI pronunciava il suo ormai celebre Discorso agli artisti, il rapporto tra la Chiesa e l’arte di tendenza più sperimentale viveva una fase di grave difficoltà, iniziata di fatto già nei primi decenni dell’Ottocento e progressivamente peggiorata sino alla quasi totale incomprensione – fatti salvi, ovviamente, alcuni virtuosi episodi di sincera e proficua collaborazione – nel corso del XX secolo. Per questa ragione, la straordinaria apertura dimostrata dal Pontefice in quell’occasione («Rifacciamo la pace? Qui? Oggi? Il Papa ridiventa ancora l’amico degli artisti?») segna una svolta davvero epocale nei rapporti tra la Chiesa e l’arte contemporanea, che a propria volta è da leggere nel più ampio contesto del nuovo atteggiamento assunto dalla Chiesa stessa, dopo le diffidenze tardottocentesche e primonovecentesche, nei confronti di una società “moderna” in rapidissimo cambiamento.

 

La Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio

Il ricco patrimonio della Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio nasce proprio dalla nuova disponibilità della Chiesa postconciliare – guidata appunto, in prima istanza, dal Papa bresciano – a confrontarsi con l’arte contemporanea; e d’altra parte si deve anche aggiungere che Giovanni Battista Montini aveva dimostrato interesse nei confronti della produzione degli artisti del suo tempo già ben prima di salire al soglio pontificio: il suo primo articolo sulla questione risale addirittura al 1929, e negli anni in cui fu Arcivescovo di Milano (1954-1963) egli agì in vari modi per sollecitare una condivisione di obiettivi e modalità operative tra la sua Arcidiocesi – che dovette tra l’altro affrontare l’impetuosa crescita demografica legata al boom economico, che comportò anche la necessità di costruire e decorare molte nuove chiese – e gli artisti più legati al messaggio della Chiesa. Così, una volta divenuto Papa Paolo VI, coerentemente con quanto già aveva fatto negli anni precedenti volle intensificare i suoi rapporti con gli artisti (specialmente attraverso il suo segretario, Mons. Pasquale Macchi) in maniera tale da rinverdire, e sia pur limitatamente a ciò che i tempi e le forze non solo economiche consentivano, la millenaria relazione di committenza e appunto amicizia tra la Chiesa e gli artisti, estendendola peraltro – con acume e coraggio – anche ad artefici che non si riconoscevano affatto nella cultura cattolica.

Le oltre 4000 opere raccolte per lo più da Mons. Macchi (di norma tramite donazioni degli artisti) sono state affidate, dopo la scomparsa del Papa, alla Fondazione Opera per l’Educazione Cristiana, che nel 1987 – al fine di gestire tale ingente patrimonio – ha a propria volta costituito l’Associazione Arte e Spiritualità, che dopo aver avuto sede stabile a Brescia per una ventina d’anni è stata in seguito trasferita a Concesio in un nuovo edificio eretto a pochi metri dalla Casa Natale di Papa Montini e ufficialmente inaugurato da Papa Benedetto XVI, in occasione della sua visita alla città di Brescia, l’8 novembre 2009.

Oggi la Collezione Paolo VI conserva oltre 7000 opere tra dipinti, sculture, disegni, stampe e medaglie; il percorso museale permanente ne presenta al visitatore circa 270, tra cui si possono segnalare – tra gli altri – lavori di Matisse, Chagall, Picasso, Dalí, Magritte, Rouault, Severini, Sironi, Morandi, Casorati, Campigli, Guttuso, Manzù, Kokoschka, Schmidt-Rottluff, Fontana, Hartung, Sutherland, Azuma, Guitton (filosofo e teologo, ma anche validissimo pittore, che fu amico personale di Paolo VI) e tanti altri, a cui recentemente si sono tra l’altro aggiunte opere di autori italiani viventi (e ben noti a livello internazionale) come Paladino, Isgrò, Ceroli, Chia, Uncini, Xerra, Spalletti. Significativamente, peraltro, il museo non propone solamente opere di tema sacro: al contrario, notevole è ad esempio anche la rappresentanza dell’astrattismo geometrico e dell’informale materico e gestuale (da Radice a Colla, da Tot a Jonquières, da Pomodoro a Mastroianni, da Hantaï a Nuvolo).

Alla fine del 2016 è stata inaugurata la sede espositiva del museo, che ospita mostre sia di artisti “storicizzati” (con particolare attenzione per i maestri che hanno conosciuto Paolo VI e lavorato nel clima da lui stimolato), sia di artisti emergenti che si interrogano con profondità sul tema del sacro (anche attraverso la vetrina del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea, bandito per la prima volta nel 2016). A partire dal 2017 il museo – che già dalla fine degli anni Ottanta si è precocemente distinto per la sua attenzione alla didattica per le scuole – ha moltiplicato le sue iniziative divulgative e di approfondimento, coinvolgendo il pubblico in incontri dedicati a singole opere e ai loro autori, conferenze sul tema dell’arte sacra, lezioni-cineforum, incontri con artisti.

Paolo Sacchini, Direttore



Le immagini sono per gentile concessione della Collezione Paolo VI, nuovo museo dell’Associazione Arte e Spiritualità.



Come raggiungere il museo

 

 

esterno

 

Collezione Paolo VI

Via Marconi 15, Concesio (Brescia)

 

www.collezionepaolovi.it        Pagina facebook: Collezione Paolo VI



Ulteriori informazioni

Il museo è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì in orario 9-12 e 15-17, e il sabato in orario 14-19.

mail  info@collezionepaolovi.it     tel. 030.2180817