La chiesa di S. Franco sorge nello stesso luogo di un antico borgo del ‘300 di Francavilla, bombardato e distrutto durante la seconda guerra mondiale, che fu nel 1948 oggetto di un concorso bandito dall’Unione Cattolica Artisti Italiani (UCAI) per  la realizzazione della chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore a Francavilla a Mare in provincia di Chieti.

Vincitore del concorso risultò il progetto dell’architetto Ludovico Quaroni. L’edificio progettato  e costruito in anni preconciliari è decisamente testimone di quegli anni che precorrevano la  riforma Conciliare dove tradizione e innovazione si incontrano e si scontrano.

Il progetto ha una duplice valenza: architettonica ed urbanistica. Per la contestualizzazione  dell’edificio, essendo uno spazio minimo in un ambiente costruito entro limiti ben delimitati e su una sommità che permette la riconoscibilità del territorio, Quaroni stringe lo spazio dell’edificio entro un impianto a pianta centrale ma a simmetria longitudinale, secondo gli schemi tradizionali dell’edificio liturgico, e spinge  in altezza la costruzione realizzando una suggestiva volta di copertura a padiglione che da lontano disegna lo skyline di Francavilla visibile lungo la costa adriatica per lunghe percorrenze e dall’interno, illuminato da quattro finestroni,  disegna un’ immagine di croce plasmando l’architettura con la luce. Forma, colori e materiali, pietra, mattoni e cemento armato in un sapiente gioco costruttivo ma anche decorativo, connotano l’edificio di culto che  si sperimenta qui con il linguaggio moderno dell’architettura. Non può  disgiungersi  dall’edificio l’apparato decorativo, interno ed esterno: maioliche e ferro battuto realizzate dal fratello dell’architetto, sculture dei Cascella, Andrea e Pietro, e di Raimondo Volpe.

testo di Paola Renzetti, architetto


Fotoreportage a cura di Sergio Camplone

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Pubblicato il 02 febbraio 2017 su www.thema.es