Il volume “Benedetto XVI. L’Arte è una porta verso l’infinito. Teologia Estetica per un Nuovo Rinascimento” (Fabrizio Fabbri Editore e Ars Illuminandi, 2017), presentato per la prima volta Sabato 22 Aprile 2017 in occasione del 90esimo compleanno del primo Papa Emerito della Storia, rappresenta un testo di fondamentale importanza, e innovativo al tempo stesso, per chi intende accostarsi agli studi dedicati all’Arte nel suo rapporto con la Teologia, e alla Teologia Estetica contemporanea.

Curato da monsignor Jean Marie Gervais, prefetto coadiutore del Capitolo Vaticano, membro della Penitenzieria Apostolica e fondatore di “Tota Pulchra”, e dal vaticanista Alessandro Notarnicola, e illustrato dalle dieci tavole realizzate per l’occasione dall’artista umbro Bruno Ceccobelli (Montecastello Vivio, 1952), il volume costituisce la prima raccolta dei testi di Benedetto XVI dedicati alla storia del dialogo tra i Pontefici di Santa Romana Chiesa e l’arte.

Joseph Ratzinger / Papa Benedetto XVI ha toccato il tema dell’arte più volte, e in diverse occasioni, sia in riferimento al concetto di “Arte” in generale, sia in riferimento alla “Liturgia”. Non dimentichiamo che il Santo Padre volle incontrare le alte rappresentanze del mondo dell’arte: l’evento ebbe luogo il 21 novembre 2009 presso la Cappella Sistina.

Benedetto XVI affrontò il dialogo con l’arte ponendosi in continuità con il magistero dei suoi predecessori: continuo è stato il suo richiamo al messaggio contenuto nella Lettera agli artisti di Giovanni Paolo II (4 aprile 1999) e prima ancora nel testo del Messaggio che Paolo VI indirizzò agli artisti in chiusura del Concilio Vaticano II, l’8 dicembre 1965. Il fatto che la Cappella Sistina sia stata lo scenario per accogliere gli artisti nell’incontro del 21 novembre 2009 vuole ricordare la Santa Messa che in quella stessa sede Papa Paolo VI celebrò per gli artisti il 7 maggio 1964.

Leggendo i testi raccolti in questo volume, si noterà che Benedetto XVI non rinuncia mai a quella che è la sua impostazione di fondo nell’affrontare i temi teologici: il rapporto tra fede e ragione.

Ecco le parole di Alessandro Notarnicola sul volume.

  • Da quale idea, da quale riflessione, nasce questo importante volume, che si colloca nel solco degli studi dedicati all’estetica e all’arte sacra nel loro incontro con la contemporaneità?

Assieme a monsignor Jean Marie Gervais abbiamo cercato di omaggiare al meglio Papa Benedetto XVI in occasione dei suoi “primi novant’anni”, come mi piace ripetere con la speranza e la fiducia che tanto altro ancora possa donarci il Papa emerito nonostante il suo ritiro. Abbiamo subito pensato all’arte e alla bellezza, canali privilegiati del suo magistero, ed è così che è nato il volume “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’infinito. Teologia Estetica per un Nuovo Rinascimento” una sorta di cofanetto prezioso che al suo interno custodisce dieci interventi del cardinale Ratzinger e di Papa Benedetto XVI sulla via pulchritudinis impreziositi a loro volta da altrettante tavole realizzate per l’occasione dall’artista umbro Bruno Caccobelli, il quale ha dato vita a nuove icone del sacro contemporaneo.

  • Quale è il significato, per Sua Santità Benedetto XVI, di un “Nuovo Rinascimento”?

Il Nuovo Rinascimento si inserisce perfettamente nella continua ricerca del vero da parte di Papa Benedetto XVI. “La verità si può dimenticare, accostare, ma essa non muore mai”, parole fondamentali con cui il Papa invita il popolo dei credenti ma anche i cosiddetti “lontani” a preservare sempre la realtà delle cose senza offuscarla o adombrarla con una cosmesi del linguaggio. Invito rivolto anche agli artisti in più e mirate occasioni del suo magistero. Dal 2005 al 2013 Joseph Ratzinger ha così esortato le rappresentanze dell’arte di tutto il mondo, si pensi al grande incontro avvenuto nella suggestiva e straordinaria Cappella Sistina del 21 novembre 2009, a evangelizzare mediante il talento ricevuto da Dio, e oggi è quanto mai necessario l’intervento delle arti all’interno della Chiesa. Viviamo in un momento di fede abbastanza buio, l’uomo sempre più si lascia travolgere da quel fiume di dis-valori poco vicini alla dimensione cristiana e anche quando parla di bellezza lo fa concentrandosi su un aspetto piuttosto narcisistico per niente prossimo al messaggio che essa veicola. Il Nuovo Rinascimento pertanto inizia dall’ascolto, dal dialogo, dalla riscoperta della comunicazione, e l’arte – in questo – rappresenta un ponte tra il terreno e il trascendente, un prezioso anello tra Dio e l’uomo. Il Nuovo Rinascimento dunque è l’augurio che gli artisti accettino l’invito del Papa, tutt’altro che una sfida.

  • In che cosa consiste l’originalità di questa pubblicazione?

Senza dubbio alcuno al modo in cui è stato pensato e lavorato questo prodotto che si divide, quasi come si trattasse di un’opera teatrale, in due atti: la prima parte è composta da un quadro storico-giornalistico dell’arte vista dagli occhi vigili del Papa, con una ampia finestra aperta sulla storia e su quelli che sono stati i pontefici dell’arte, la seconda parte invece è l’arte, è la bellezza, è – appunto – la forma di quella via pulchritudinis percorsa dal Papa. Il genio di Ceccobelli è venuto fuori in questo, nessuno mai aveva fino ad ora trasformato in forma la parola del Papa e Bruno lo ha fatto saggiamente, sapientemente, e ponendo al centro sì i contenuti raccolti nei dieci discorsi selezionati per la pubblicazione ma Dio stesso che si concretizza nel dado posto al centro di una delle sue Tavole poi scelta per la copertina.

Conclusione

“Il libro è espressione dell’Associazione Tota Pulchra” dichiara il professor Mariano Apa, curatore del testo che presenta e introduce le opere di Bruno Ceccobelli in relazione con i testi del magistero di Ratzinger. E prosegue: “L’artista reinterpreta ciascun discorso e messaggio del Cardinale e del Papa in una sintesi artistica in chiave simbolica, così realizzando Dieci Tavole, come unica opera”.

Presentandosi come un vero e proprio manuale d’arte, questo volume è stato descritto dal Cardinale Angelo Comastri, che ne ha curato la Prefazione, come una “meditata raccolta di dissertazioni” di Joseph Ratzinger. “Se manca la bellezza del cuore, la bellezza esterna è soltanto una maschera. E le maschere, prima o poi, cadono e allora ci si trova di fronte a mostri di orgoglio e di egoismo. È l’esperienza drammatica che oggi si ripete ogni giorno, condannandoci a vedere tante persone veramente brutte perché deformate da indisponente orgoglio e da ripugnante egoismo. Le pagine di questo volume hanno come filo costante questo messaggio: ascoltiamo, meditiamo e, soprattutto, cerchiamo la vera bellezza. Il mondo di oggi ha urgentemente bisogno di persone veramente belle e non di maschere che prima seducono e poi amaramente deludono”, scrive il Cardinale Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, mettendo in luce il pensiero di Benedetto XVI e ponendosi in linea con quanto ribadito da Papa Francesco in diverse occasioni. “La bellezza ci porta a Dio”, ha detto Papa Francesco rivolgendosi agli artisti, esortandoli durante un discorso tenuto a braccio, così come hanno fatto i suoi predecessori Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, a continuare a fare arte.