(at)tendændo il Cielo

Progetto per una chiesa a Ottawa

Progetto per una chiesa cattolica ad Ottawa, capitale del Canada. Nel lotto dove sorgeva la chiesa di Saint Charles su Beechwood Avenue, nel quartiere storicamente francofono di Vanier, si è progettata la nuova chiesa con le annesse opere parrocchiali. Dopo un’attenta analisi del sito sono state identificate le peculiarità storiche, paesaggistiche e socio-culturali della chiesa esistente e nel nuovo progetto si valorizzano i punti di forza del precedente edificio integrandoli con un’architettura contemporanea. L’architettura sacra è stata sviluppata facendo riferimento all’archetipo della tenda che è, fin dall’origine della storia della salvezza cristiana, il tempio in cui Dio si rivela e in cui si rende presente fra gli uomini: “E il Verbo si fece carne e pose la sua tenda in mezzo a noi” (Giovanni 1,14).

 

OBIETTIVI PROGETTUALI

Una Chiesa Contemporanea

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La vecchia chiesa di Saint Charles

“Non basta dare agli uomini una casa; occorre accanto a quella degli uomini, costruire la Casa del Signore.[…] Ogni secolo canta una sua strofa nell’inno perenne che l’arte Sacra innalza alla lode della Bellezza e dell’Amore eterno.” Queste parole del Cardinale Giacomo Lercaro esprimono perfettamente l’importanza della continua sperimentazione e rinnovamento dell’arte e dell’architettura sacra.

Una Chiesa Canadese

La Chiesa Cattolica è universale, ma non si possono trascurare le tradizioni locali che sono presenti in ogni Stato, regione o città. La Chiesa Canadese ha sempre subito una forte influenza dall’Europa, come è chiaramente visibile nell’architettura in stile revivalista.

Oggi, però, essa esprime la sua identità privilegiando gli elementi di accoglienza ed ecumenismo tratti che devono pertanto essere espressi da una nuova architettura.

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I 3 pilastri simbolo delle 3 virtù teologali sovrastati dal velo del Cielo, uno di questi pilastri è lo storico campanile di Saint Charles

CONCEPT

(at)tendændo il Cielo

“Attendando” e “tendendo” si uniscono nel dittongo æ formando una terza parola “attendendo” che esprime i concetti fondamentali di questa proposta: la tenda, la tensione del cielo verso la terra, la speranzosa attesa del Regno dei Cieli.

 

La Tenda di Dio tra gli Uomini

“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Giovanni 1,14), o meglio, in maggiore adesione al testo “e ha montato la sua tenda in mezzo a noi”. La tenda inoltre è più vicina alla instabilità dell’uomo moderno, non si mostra come monumentale, solida, immutabile, ma leggera, temporanea e flessibile.

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La tenda del Cielo si posa sui 3 pilastri

Il Cielo si avvicina agli uomini e alla terra tramite l’incarnazione di Gesù. Tre pilastri consentono la formazione di un interstizio tra la terra e il cielo, permettendo uno spazio sacro abitabile, luogo di un possibile incontro fra l’umano e il divino.

Il Popolo Nomade della Chiesa Canadese

Anche se oggi la tenda non è più la casa dei canadesi, rimane comunque il simbolo della vocazione migratoria di questa nazione. I nativi nord americani erano nomadi e vivevano in tende come anche gli esploratori europei che hanno messo radici nei territori dell’attuale Canada.

Il Canada vanta 250’000 immigranti permanenti e altrettanti visti temporanei, è meta di uomini e donne provenienti da tutto il mondo  proprio per la sua politica di accoglienza.

La tenda diventa quindi abitazione simbolo del Canadese che spesso abita temporaneamente, senza un legame nativo con la terra, ma come “appoggiandocisi sopra”.

PROGRAMMA SIMBOLICO

3 Pilastri: Fede,Speranza e Carità

Lo spazio tra la terra e il cielo è quello che consente di contemplare il divino. Esso è mantenuto da tre pilastri a rappresentare le tre virtù teologali. Ad ogni virtù corrisponde un fuoco liturgico ad esso associato per le sue caratteristiche intrinseche, si viene così a creare uno spazio policentrico in cui ogni fuoco acquista la dignità di un “luogo” coerentemente con le indicazioni del Concilio Vaticano II.

Fede: Battistero

Il Battesimo è la porta della fede per questo esso è posizionato alla base del pilastro più vicino all’ingresso principale mantenendolo tuttavia visivamente connesso a tutta l’assemblea.

Speranza: Ambone

L’ambone è il luogo dove si proclama la parola di Dio. La lettura è sempre un annuncio pasquale che alimenta la speranza di una vita nuova che non conosce tramonto.

L’ambone sta alla base del pilastro più basso perché è proprio tramite la Parola che si incarna in Gesù Cristo che Dio si avvicina di più agli uomini.

Carità: Altare e Tabernacolo

L’amore di Dio raggiunge il suo apice nell’Eucarestia dove il Cristo offre il Suo corpo e il Suo sangue. L’altare è il luogo del sacrificio per amore. Il pilastro principale è quello dell’agape che custodisce il corpo di Cristo in un tabernacolo che diventa colonna ricostruito sul vecchio campanile della Chiesa di Saint Charles.

Percorsi Liturgici

L’ingresso è a un livello più basso rispetto a quello stradale. Il fedele si vede costretto a scendere e ad andare sotto la tenda sacra.

La porta principale è all’interno di un lungo cilindro che crea un tunnel che si percorre prima di arrivare nell’area del battistero.

L’ingresso secondario è quello che porta alla cappella del Santissimo Sacramento. Queste porte rimarranno sempre aperte permettendo la preghiera individuale in qualsiasi momento.Passerelle sopraelevate enfatizzano i collegamenti e l’unità fra i poli liturgici.

Disposizione Liturgica a Due Fuochi

La scelta della disposizione a due fuochi è legata all’impianto simbolico complessivo, cosicché l’impianto liturgico si lega a quello architettonico.

Design dell’Arredo Sacro

Come nell’opera nel suo complesso anche per l’arredo sacro il linguaggio artistico è un equilibrio fra forme geometriche regolari e assetti di superfici deformate e curvilinee. In ogni elemento d’arredo vi è una componente razionale e una irrazionale.

Il Campanile

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Struttura del nuovo campanile integrata con la sommità preesistente, il tabernacolo e l’arrivo della passerella

La decisione di mantenere la sommità in stagno del campanile esistente nasce da un’istanza sia simbolica che storica. Il campanile diventa testimonianza di continuità e legame con le origini della parrocchia di Saint Charles e della comunità franco-canadese. Questo scelta è particolarmente importante in Canada dove gli edifici storici sono pochi e non c’è un vasto patrimonio culturale che possa dare un senso d’identità nazionale.

Modulazione della Luce Naturale e Artificiale

L’utilizzo della luce nell’architettura sacra è fondamentale. Si è deciso di inserire un sistema di frangisole che permetta di modulare la luce naturale esterna durante il giorno e integri al suo interno la luce artificiale che si accende durante la notte.

Un pattern triangolare si modifica sulla superficie della copertura in modo da avere in corrispondenza dei fuochi liturgici la massima illuminazione.

RIFERIMENTI

Università di Bologna, Scuola di Ingegneria e Architettura, Corso di Laurea in Ingegneria Edile/Architettura, Dipartimento di Architettura, Anno Accademico 2011/12.
Relatore: Prof. Alessio Erioli
Correlatori: Prof. Luigi Bartolomei, Ing. Giovanni Berti, Prof. Stephen Fai

 

GALLERIA IMMAGINI 

Per approfondimenti : http://www.scribd.com/doc/135901245/at-tendaendo-Il-Cielo-progetto-per-una-chiesa-a-Ottawa


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Giacomo Bergonzoni
nasce a Bologna nel 1987. Fin dall’infanzia subisce il fascino del costruire anche grazie alla presenza di un nonno geometra sempre al lavoro fra progetti e cantieri. Già nel 2005, ancora al liceo, decide che l’architettura è la sua strada: compra una quindicina di riviste del settore per valutare a quale abbonarsi, la sua scelta ricade su “Bioarchitettura” perché crede che la sostenibilità debba essere la prima caratteristica del fare architettura se si vuole “vivere l’architettura come servizio”. Nel 2006 si iscrive alla Facoltà di Ingegneria Edile – Architettura di Bologna dove incontra 4 ragazzi con i quali, nel 2007, fonda il gruppo Five Core. Nel 2012 vince il bando per tesi all’estero ed elabora la sua tesi in Canada proponendo un progetto per una nuova chiesa a Ottawa, il 26 marzo 2013 si laurea con il voto 108/110. Continuando la collaborazione con i Five Core decide di intraprendere un percorso personale volto ad approfondire le conoscenze sull’abitare sostenibile.