Il Palazzo Ducale di Massa ospita, dal 14 gennaio al 19 febbraio, la mostra L’arte e la croce.

L’esposizione temporanea (visitabile dal giovedì alla domenica, dalle 16:30 alle 19:30) è organizzata dal Comune insieme all’Associazione Quattro Coronati e si inserisce nel programma della manifestazione Oltre l’immagine che da settembre ha presentato al pubblico altre tre mostre nelle quali i visitatori hanno potuto accostarsi e conoscere artisti ritenuti inusuali per i materiali impiegati o per i temi proposti.

Secondo le intenzioni di Mauro Daniele Lucchesi, curatore non solo della mostra attualmente in programma ma anche dell’intera manifestazione, L’arte e la croce costituisce un’importante occasione per analizzare il tema dello storico legame che unisce arte e religione.

La particolarità che contraddistingue questa esposizione consiste nel fatto che essa mette in evidenza la nuova sensibilità che gli artisti contemporanei hanno sviluppato nei confronti del sacro: lontani da sentirsi dipendenti dalle istituzioni religiose, come in passato, e completamente ostili al concetto di propaganda, essi hanno infatti esplorato nuove strategie di comunicazione in cui hanno un ruolo sempre più centrale l’autocritica, l’ironia e, perfino, l’ambiguità.

I 22 artisti in mostra affrontano questo soggetto attraverso la pittura, la scultura, la fotografia e le installazioni in modo da suscitare nei visitatori una ampia gamma di sensazioni (non necessariamente positive) e da indurli a riflettere, al di fuori degli schemi tradizionali delle religioni, sul sempre attuale tema del rapporto dell’uomo con la spiritualità e la divinità.

Espongono in mostra le loro opere: Sandro Chia, Mimmo Paladino, Nicola De Maria, Gian Marco Montesano, Romano Cagnoni, Mario Ceroli, Hermann Nitsch, Nicola Bolla, Arnold Mario Dall’O, Giovanni Manfredini, Piero Mosti, Lorenzo D’Andrea, Federico Guida, Nicola De Maria, Agostino Arrivabene, Michelangelo Galliani, Dany Vescovi, Marco Cingolani, Franco Marrocco, Pino Deodato, Marco Biscardi, Dania Zanotto e Leonida De Filippi.



 

Per gentile concessione dell’ufficio stampa della mostra



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